A proposito di…una placida valletta!

Il Rotaract Club Arzignano e Valle dell’Agno raccoglie i soci provenienti dalla Valle del Chiampo, la cui città di spicco è Arzignano, e dalla Valle dell’Agno. Cerchiamo di conoscere meglio queste due realtà vicine, che hanno molti punti in comune, ma anche proprie peculiarità ambientali, storiche e culturali!

Per questo nostro piccolo viaggio, partiremo dalla Valle dell’Agno.

La Valle dell’Agno è la più orientale di una serie di valli disposte in parallelo tra le Province di Verona e Vicenza. La valle è solcata dall’omonimo torrente, un vivace corso d’acqua  di circa 30km che bagna sei Comuni, prima di allargare il suo letto alla confluenza con un immissario minore.

La Valle è racchiusa tra una dorsale collinare basaltica e la propaggine più meridionale delle Piccole Dolomiti; le sue località principali sono, a partire da nord, Recoaro Terme, Valdagno, Cornedo Vicentino, Brogliano, Castelgomberto e Trissino.

I primi insediamenti della Valle risalgono all’Età del Ferro ad opera dei Celti. Successivamente alla dominazione romana, la Valle dell’Agno diventa feudo medievale dei Trissino, potente famiglia di origine tedesca le cui diatribe campanilistiche sono durate più di duecento anni. Il tramonto di questi signorotti locali si deve, dapprima, agli Scaligeri, dunque ai Carraresi ed infine ai Visconti.

Dal 1404 tutta l’area si ‘dona’ alla Serenissima Repubblica di Venezia, la cui dominazione elastica permette il fiorire di numerosi opifici proto-artigianali durante tutto il 1600 ed il 1700.

Degna di nota è sicuramente la fondazione nel 1836 dell’industria per la lavorazione della lana ad opera della famiglia Marzotto.

Oggi, la Valle dell’Agno è densamente popolata e molto vitale, anche se in misura minore nella sua parte più settentrionale, dove versanti ripidi e verdeggianti boschi la fanno ancora da padrone. L’area più a sud, invece, è maggiormente antropizzata, dal momento che, sin dall’Ottocento, si è inseguita proficuamente la vocazione industriale.

Ciò nonostante, la vallata è riuscita a mantenere intatte la caratteristiche e le abitazioni rurali di un tempo, specialmente sulle dorsali collinari laterali, dove si possono ancora vedere piccole contrade, ampi prati e affascinanti scorci da scoprire percorrendo un’intricata rete capillare di strade sterrate e sentieri.

Proprio per questo, quest’area rustica e caratteristica cerca di inserirsi nel circuito del turismo green ed eno-gastronomico, promuovendo la realizzazione di itinerari ippo-ciclistici e prodotti tipici.

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di Giulia Sbrizza

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