A proposito di…una Conca d’Oro!

Con l’arrivo della stagione invernale, non si può fare a meno di parlare di Recoaro Mille, la frazione di Recoaro Terme dall’anima votata al turismo sportivo e alle attività ricreative più varie.

La località si presenta come una conca posta a circa 1000 metri di altitudine, ai piedi delle Piccole Dolomiti.

Chi ci vive, definisce questo pianoro ‘busa di Pizzegoro’, termine derivato dalla contrazione del cimbrico ‘Spitz-gar’, ossia ‘avvallamento sulla cima’.

Oggi, la zona si presenta come un susseguirsi di dolci pendii a prato-pascolo, circondato da ripide chine, anfiteatro ideale per lo sci da discesa e da fondo, ma, originariamente, nell’area era presente una lussureggiante faggeta.

Dopo la lunga e prospera fase cimbra, però, il colossale fabbisogno di legname quattro-cinquecentesco della Repubblica di Venezia determinò l’abbattimento della rigogliosa foresta. Le autorità della Serenissima inviarono orde di mastri boscaioli col compito di reperire quanto più legname possibile per alimentare i cantieri sul mare e, così, i tronchi abbattuti intrapresero la via della pianura, destinati alla costruzione di navi.

Da allora in poi, mandrie di vacche e greggi furono i padroni incontrastati dell’area, che ben si prestava all’alpeggio, almeno fino all’avvento della Prima Guerra Mondiale, quando alcuni giovani curiosi vollero provare dei nuovi strumenti arrivati in zona assieme alle truppe alpine coinvolte negli scontri: gli sci.

La nuova disciplina sportiva in ascesa e il palcoscenico naturale offerto da Pizzegoro determinarono progressivamente l’abbandono della pastorizia e dell’allevamento in favore del turismo: dalle prime competizioni sregolate degli anni ’20, alle centinaia di appassionati e semplici curiosi delle domeniche degli anni ’30, che arrivavano a piedi da Recoaro Terme e da San Quirico, dalla realizzazione di due sciovie sul finire degli anni ’40, spinti dall’entusiasmo post-bellico, alla costruzione della seggiovia che collega l’area a Recoaro Terme nel 1951, poi sostituita da una cabinovia nel 1995.

Nel 1967 arriva la novità più importante: la seggiovia che collega la piana con la cima di Monte Falcone, a quota 1610 metri. Negli anni ’70 l’urbanizzazione è completa; vengono realizzate villette, punti di ristoro e centri residenziali, oltre a strade d’accesso agevoli: l’area si fa ormai conoscere col nome di Recoaro Mille!

Negli anni 2000, si mette mano alle due sciovie, ormai obsolete, e alla seggiovia che sale a Monte Falcone, con l’intento di riorganizzare i percorsi delle piste.

Oggi, Recoaro Mille è meta degli amanti della neve, ma con un’offerta sportiva notevolmente ampliata, non solo sci da discesa, ma anche fondo e ciaspole. La stagione estiva, inoltre, non è da meno: nordic walking, trekking, mountain bike e passeggiate salutari tra pascoli, boschetti e tipiche ‘casare’ sono solo alcune delle attività possibili, magari da alternare con l’assaggio di qualche formaggio di malga tipico e un sorso di Gingerino Recoaro.

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 di Giulia Sbrizza

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