A proposito di…una Santa catanese!

Tra pochi giorni, precisamente il 5 febbraio, si svolgerà la 604a Festa Patronale di Sant’Agata a Tezze di Arzignano, durante cui si terrà la tradizionale processione votiva, in ricordo di un antico avvenimento che ha interessato la città di Arzignano nel XV secolo. Pronti a scoprirne di più?

La devozione arzignanese nei confronti di Sant’Agata ha origini antiche. Bisogna risalire addirittura al 9 luglio 1409, quando Ladislao, re di Ungheria e di Napoli, cedette la città di Zara alla Repubblica di Venezia per 100.000 ducati. La città dalmata costituiva un importante snodo di collegamento nei domini ungheresi e tale cessione determinò un progressivo deterioramento dei rapporti diplomatici tra la Serenissima e la corona ungherese, finchè, nel 1410, Venezia oppose resistenza al passaggio di Sigismondo di Lussemburgo, successore di Ladislao, nel suo viaggio verso Roma per l’incoronazione papale.

Lo screzio spinse il neoeletto Sigismondo a rivendicare i propri diritti sulla Dalmazia dichiarando guerra alla Repubblica veneta; allo scopo, per il comando delle sue truppe, assoldò Filippo Buondelmonti degli Scolari, spietato e sanguinario condottiero fiorentino di nascita, conosciuto in tutta Europa col nome di Pippo Spano, conte di Tesmesvar. Era iniziata la ‘guerra di Zara’.

Dopo aspre battaglie in Friuli, a capo di 14.000 cavalieri ungari, “abilissimi a combattere a drappelli sparsi, giovandosi della velocità dei loro cavalli”, il temibile Pippo Spano si portò in territorio vicentino. Falliti gli assedi all’impenetrabile castello di Marostica e alle invalicabili mura di Vicenza, i feroci Ungari riuscirono a saccheggiare i castelli di Brendola e Montebello, nonché il maniero di Chiampo.

Dunque fu la volta di Arzignano; qui gli abitanti furono ingannati dal generale fiorentino, che, dapprima, pretese la consegna di vettovagliamenti per le truppe, dietro promessa di pagamento, ma che, poi, si prese le provviste con la forza. Il prezzolato comandante, però, non conosceva ancora il coraggio degli Arzignanesi, che, al chiaro di luna, attaccarono la retroguardia dell’esercito, in attraversamento del torrente Guà, e che, con estrema scaltrezza, si ripresero le vettovaglie, ritirandosi entro le mura del castello.

La cittadella murata era piccola, ma con valide difese, che resistettero più e più volte ai repentini attacchi degli Ungari, finchè, dopo un’intera settimana di assedio, i viveri cominciarono a scarseggiare.

Fu allora che la storia si intrecciò alla fede: mentre gli abitanti pregavano per l’intercessione di Sant’Agata, la cui devozione era molto sentita in seguito alla scoperta delle sue reliquie nella cattedrale di Verona, il Vicario della Serenissima e il consiglio degli anziani escogitarono un astuto stratagemma.

Il giorno seguente, di buon mattino, dalle alte mura del castello, vennero gettate ceste di pane e otri colmi di vino, grandi quantità di fieno e di avena, facendo credere ai nemici di poter resistere all’assedio ancora a lungo. L’interdetto Pippo Spano, impaziente di intraprendere la marcia verso Verona, ordinò di levare le tende e così il 5 febbraio 1413, proprio il giorno della morte della martire catanese, gli Ungari si allontanarono da Arzignano, gabbati dai castellani.

Il felice epilogo venne interpretato come una grazia speciale ricevuta dalla Santa, in onore della quale si stabilì che ogni anno venisse solennemente celebrato il 5 febbraio con una processione alla cappella votiva nella frazione di Tezze, recando un obolo di 4 libbre di cera e 4 ducati d’argento; nel 1490 la cerimonia venne resa ufficiale tramite trascrizione sullo Statuto Comunale.

Negli anni, la cappella votiva è stata sostituita da una chiesa vera e propria dedicata a S. Agata con sull’altare maggiore una pala che la raffigura mentre intercede presso la Madonna e la ritirata degli Ungari sullo sfondo.

Oggi, la tradizione della cerimonia continua a sopravvivere ed è più sentita che mai: ogni 5 febbraio si tiene a Tezze di Arzignano la ‘Festa Patronale di Sant’Agata’, durante la quale si svolge una sentita e partecipata processione, mentre l’Associazione Storica “S. Agata”, si impegna a rendere sempre più coinvolgente la manifestazione, organizzando sfilate in costume cinquecentesco, riesumando vecchie tradizioni popolari e proponendo degustazioni di specialità enogastronomiche.

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di Giulia Sbrizza

Alcune foto

Arzignano, 06 febbraio 2005, processione di sant'agata.

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Arzignano, 06 febbraio 2005, processione di sant'agata.

Arzignano, 06 febbraio 2005, processione di sant'agata.

 

 

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