A proposito di…un dolce tubero!

Agosto è il mese tradizionalmente dedicato alla raccolta delle patate. Nelle nostre valli, questo dolce tubero dalla storia antichissima ha una valenza del tutto particolare, specialmente in Località Selva nel Comune di Trissino, dove, tra il 2 e il 10 settembre si terrà la 13° edizione dell’ormai famosa “Festa del gnocco”. Scopriamo di più su questo prodotto dalla lunga storia!

La patata, Solanum tuberosum, è un alimento originario delle Ande già consumato dagli Inca. Importata in Europa verso la metà del XVI secolo, iniziò ad essere regolarmente coltivata soltanto due secoli dopo, quando le necessità alimentari riuscirono finalmente ad abbattere le antiche credenze che associavano questo tubero alla stregoneria e al demonio.

Oggi si coltivano più di 7000 diverse varietà di patate in tutto il mondo, ma, particolarmente interessanti per le nostre zone, risultano essere i tuberi che nascono alle pendici del Monte Faldo. I valori nutritivi delle patate, infatti, variano in base alla varietà di appartenenza, ma anche a seconda della natura del terreno in cui vengono coltivate. Così, sebbene le patate del Monte Faldo non rappresentino una varietà tipica del luogo, le caratteristiche del suolo e del clima della zona ne rendono unica la produzione. I profondi suoli vulcanici bruni accompagnati ad un ottimo clima di un’altitudine compresa tra i 120 e gli 800 metri s.l.m. e ad una perfetta escursione termica dovuta alle correnti di aria fresca che, scendendo dalle Piccole Dolomiti, si incanalano tra le vallate dell’Agno e del Chiampo, conferiscono delle caratteristiche uniche alla patata ivi coltivata, tanto da valerle nel 2010 l’attribuzione del marchio De.Co., Denominazione Comunale.

Di più, la “Patata Monte Faldo De.Co.” è il primo prodotto De.Co. di tipo sovracomunale. L’area di produzione, infatti, comprende i terreni collinari dei Comuni di Trissino, Nogarole Vicentino, Brogliano, Cornedo Vicentino e Valdagno.

Checché ne dica il verbale della Commissione De.Co., il campanilismo trissinese riconosce in Località Selva di Trissino la zona di produzione migliore. Le cronache medievali la descrivevano suddivisa in 36 poderi, mentre l’umanista cinquecentesco Gian Giorgio Trissino ne decantava la speciale produzione di vino. Proprio lì, oggi, nei primi weekend di settembre, si tiene la conosciutissima “Festa del gnocco”, evento in grado di richiamare più di 25000 ospiti ad ogni edizione che, tra escursioni, intrattenimenti canori e mercati dei prodotti locali, possono gustare i famosi gnocchi con dieci diversi tipi di sugo preparati ad hoc per l’occasione.

La preparazione dello “Gnocco di Selva di Trissino”, prodotto agroalimentare veneto di Slow Food, non ha particolari segreti e dunque la loro eccezionalità si deve tutta al prodotto locale. La ricetta prevede l’uso di patate, ovviamente, con l’accorgimento di sceglierle non solo della varietà più farinosa, ma anche del raccolto meno recente, affinate da almeno sei mesi di riposo nei sacchi, a cui si aggiungono farina bianca e uova, sale e noce moscata. Le patate vanno lessate con la buccia, quindi pelate e schiacciate; raffreddata la polpa, si procede all’impasto e quindi alla formazione dei rotolini dai quali tagliare quei tocchetti che con un passaggio di forchetta o sul dorso di una grattugia prenderanno il tipico aspetto degli gnocchi.

La consistenza né troppo densa né troppo farinosa della patata trissinese, unitamente al gusto gradevole, si presta a diversi esperimenti e ai più : crocchette di patata e sopressa, con cipolla rossa dolce e zuppetta di spinaci, “gnocconi” ripieni di caponata di verdure di stagione, con fonduta di formaggio di Nogarole e tartufo nostrano, galletto in crosta di patate con soffice di erbette e peperoni, per terminare coi krapfen, realizzati con farina di patate, ripieno di crema, con salsa alla vaniglia e fragole.

di Giulia Sbrizza

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