A proposito di…una santa camminata!

Gennaio è da sempre un mese fortemente ostile, con quel suo freddo che non vuole andarsene e il vento gelido che si insinua in tutte le fessure possibili…quale periodo migliore per una corroborante camminata abbatti-calorie? E’ in questo mese, infatti, che si svolge l’ormai tradizionale “Caminada de San Bastian”, storica passeggiata in onore del santo organizzata dal Gruppo Podistico cornedese “Le Lumache”, arrivata quest’anno alla sua quarantacinquesima edizione.

Ma chi era San Sebastiano e qual è il suo legame con Cornedo?

L’agiografia di San Sebastiano è una commistione di storia e leggenda: le fonti più attendibili si rifanno al “Depositio martyrum”, il più antico calendario della chiesa di Roma composto da Furio Dionisio Filocalo, letterato e pittore romano del IV secolo d.C., e al “Passio Sancti Sebastiani”, componimento del monaco Arnobio il Giovane, vissuto nel V secolo d.C.

Il periodo storico in cui si inseriscono le vicende di San Sebastiano è quello tardo-imperiale romano: in seguito all’abrogazione degli editti persecutori contro i cristiani nel 260, ad opera dell’imperatore Galliano, la Chiesa sfruttò il neo-instauratosi clima di pace per sviluppare il suo apparato organizzativo.

Diocleziano, imperatore dal 284 al 305, inizialmente desideroso di portare avanti questa situazione pacifica, nel 278, su istigazione del suo cesare Galerio, scatenò una delle persecuzioni più crudeli in tutto l’impero.

E’ in quegli anni che nacque Sebastiano, da padre originario dell’odierna cittadina francese di Narbonne e madre milanese. Educato nella fede cristiana, si trasferì a Roma nel 270, dove intraprese la carriera militare intorno al 283, fino a diventare uno stimato tribuno della prima coorte della guardia imperiale, celando sapientemente il suo credo.

Sfruttando il suo titolo e la sua reputazione di servo leale dell’imperatore, Sebastiano riuscì ad aiutare con discrezione i cristiani incarcerati, curandone la sepoltura dei martiri e convertendo militari e nobili della corte.

Una delle azioni apostoliche più celebri riguarda i fratelli gemelli Marco e Marcelliano, due giovani cristiani detenuti in un carcere romano per via della loro fede cui Sebastiano era solito fare visita. Durante uno di questi incontri, il viso del santo fu irradiato da una luce miracolosa che spinse molti dei presenti alla conversione.

La voce di questo e di altri prodigi compiuti da Sebastiano si sparse in fretta e presto furono migliaia i nuovi convertiti. Purtroppo, l’accresciuta fama del santo arrivò anche alle orecchie dell’imperatore Diocleziano, che, avendo in odio i cristiani e ravvedendo nei gesti di Sebastiano un tradimento personale, lo condannò ad essere trafitto da frecce finché non fosse sopraggiunta la morte.

Da quel momento in poi, la storia si fonde con la leggenda: si dice che Santa Irene, quando andò a recuperare la salma, trovò Sebastiano ancora vivo. Devotamente curato, il santo riuscì a sopravvivere e volle presentarsi all’imperatore per proclamare pubblicamente la sua fede e rimproverargli le persecuzioni operate. L’imperatore Diocleziano, però, non ebbe pietà: ordinò che il santo fosse flagellato a morte e che il corpo fosse gettato nella Cloaca Maxima.

Era il 304 d.C. e San Sebastiano entrava non solo nella storia della Chiesa quale imponente martire, ma anche nell’affettuosa venerazione popolare come familiare santo a cui rivolgersi in caso di malattie contagiose.

Il culto di questo santo è di casa anche a Cornedo Vicentino. Sul colle detto “di San Sebastiano”, infatti, dove un tempo sorgeva il Castello cittadino, nel 1469 fu edificato il Santuario della Madonna di San Sebastiano, affidato alle cure dei Servi di Maria. Alla chiesetta è legata anche la leggenda della miracolosa guarigione di una ragazza paralitica nel 1849 ad opera della Vergine.

Questo punto di riferimento, caro a tutti i cornedesi, offre un impareggiabile scorcio panoramico della Valle dell’Agno, ma conserva anche alcune opere di notevole pregio artistico, prima fra tutte la preziosa statua lignea policroma della Madonna con Bambino, realizzata nel 1514, che s’accompagna, all’interno dell’edificio, a pregevoli dipinti, tra cui uno raffigurante proprio il martirio di San Sebastiano, portante il nome dell’artista Antonio De Pieri.

Se anche voi non volete perdere l’occasione di ammirare da vicino il santuario, potreste partecipare alla 45° “Caminada de San Bastian”, in programma, come da prassi, l’ultima domenica del mese di gennaio, marcia non competitiva organizzata dal Gruppo Podistico “Le Lumache” che richiama ogni anno più di 4000 partecipanti…impossibile mancare!

di Giulia Sbrizza

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...