Benvenuti a: “Siamo tutti professori di…autostop nello spazio!”

Forse non tutti sanno che, in questo momento, un’automobile rossa sta sfrecciando nello spazio alla volta della fascia di asteroidi tra la Terra e Marte. Pronti a partire?

Il visionario Elon Musk, già cofondatore di PayPal, fonda nel 2002 l’azienda aerospaziale SpaceX, con sede in California. L’obiettivo dell’imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense è quello di ridurre i costi dell’accesso allo spazio. Il primo decennio del ventesimo secolo, infatti, segna il declino del celebre programma Shuttle della Nasa, proprio a causa degli enormi costi dei voli spaziali.

La crescita di SpaceX attira l’attenzione del pubblico divenendo, nel 2012, la prima compagnia privata a lanciare un veicolo spaziale diretto alla Stazione Spaziale Internazionale.

I successi della compagnia statunitense si susseguono uno dietro l’altro. Il 22 dicembre 2015 SpaceX diviene la prima società aerospaziale a lanciare un razzo orbitale, recuperandone poi una sua parte. Mentre il corpo principale del razzo “Falcon 9” porta in orbita undici satelliti per telecomunicazioni, i propulsori esausti atterrano con successo su una piattaforma terrestre. Il 30 marzo 2017 SpaceX riutilizza quegli stessi propulsori per lanciare un satellite per telecomunicazioni, primo esempio riuscito di “economia del ri-utilizzo nella storia dei voli spaziali.

Martedì 6 febbraio 2018 è la data dell’ultimo traguardo raggiunto da SpaceX. Alle 15:45, ora di Cape Canaveral, in Florida, viene lanciato con successo il razzo pesante “Falcon Heavy”, che, come si può intuire già dal nome, è il razzo spaziale con la maggiore capacità di carico tra tutti quelli attualmente in servizio nel mondo; i due booster laterali, infatti, sono in grado di erogare una spinta complessiva al decollo di 2300 tonnellate, pari al peso di 10 rinoceronti bianchi!

Come da programma, a seguito del lancio, entrambi i booster laterali riatterrano sulla Terra, il propulsore centrale esausto, però, manca di 100 m la piattaforma galleggiante su cui doveva atterrare, schiantandosi così nelle fredde acque dell’Oceano Atlantico. La struttura principale del “Falcon Heavy”, invece, ha lancia verso le profondità siderali…un’automobile! La prima automobile ad andare nello spazio, quindi, è una Tesla Roadster, nuovo modello prodotto da Tesla Motors, nota azienda automobilistica di proprietà di Musk.

L’automobile è stata immessa in un orbita ellittica attorno al Sole in direzione della fascia di asteroidi tra la Terra e Marte: nel punto più distante dal Sole, si troverà a 390 milioni di chilometri dalla nostra stella, più di due volte la distanza media della Terra dal Sole stesso, ma gli astronomi più audaci stanno già calcolando quando l’automobile farà ritorno in prossimità della nostra Terra…pronti ad avvistarla???.

Qualche curiosità! Le prime immagini arrivate alla Terra dalle tre telecamere a bordo della decapottabile ritraggono uno spettacolo fantascientifico: un’auto rosso ciliegia che sfreccia nello spazio con il nostro pianeta sullo sfondo, al volante “Starman”, un temerario fantoccio col gomito appoggiato provocatoriamente sul bordo della portiera che, nel nome, richiama il celebre brano di David Bowie. Ma le curiosità non finiscono qui: sebbene nello spazio aperto non sia possibile la propagazione del suono, l’autoradio trasmette a tutto volume “Space Oddity”, altro famosissimo pezzo del cantautore britannico, mentre, per ogni evenienza, nel cassetto del cruscotto è presente una copia della “Guida galattica per autostoppisti”, romanzo cult del 1979. Infine, lo schermo di bordo mostra la scritta “Don’t panic”, un rimando dal sapore molto nerd alla quadrilogia fanta-umoristica di Douglas Adams.

Purtroppo non abbiamo potuto godere a lungo della scena dell’automobile che transitava vicino a Marte, o che zigzagava in un campo di asteroidi; le batterie che alimentavano le tre telecamere di bordo, infatti, avevano un’autonomia di sole 12 ore…ma, ogni volta che alzeremo lo sguardo al cielo, potremo comunque fantasticare su quell’automobile rossa che naviga placidamente nello spazio alla volta di mete irraggiungibili che, oggi però, anche grazie alle gesta di “Starman”, sembrano sempre più vicine!

di Riccardo Caliaro

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