A proposito di…una sagra leonina!

Il 25 aprile non si festeggia solamente la Liberazione dell’Italia, ma ricorre anche San Marco, famoso evangelista nonché patrono di numerose località tra cui anche della vicina Muzzolon, frazione di Cornedo Vicentino. Proprio a Muzzolon, San Marco viene festeggiato con un ricco programma di sagra…ma scopriamo di più su questo Santo e sull’abitato di Muzzolon!

Intrecciando quanto riportato nel Nuovo Testamento con le informazioni provenienti da “Historia Ecclesiastica” di Eusebio di Menarea, è possibile ricostruire la rocambolesca vita di Marco.

Ebreo di stirpe levitica, Marco nacque intorno all’anno 20 d.C. in Palestina o sull’isola di Cipro. Non è sicuro che conobbe direttamente Gesù, ma è certo che, pochi anni dopo la morte del Maestro, gli apostoli e i discepoli si riunivano a casa di sua madre.

Presto cominciò la sua attività di evangelizzazione a fianco di San Pietro, da cui avrebbe ricevuto il battesimo. Una delle prime tappe del viaggio fu Roma; secondo Eusebio di Menarea, Pietro e Marco giunsero a Roma per la prima volta “al principio del Regno di Claudio“, ossia nel 41 d.C.

Successivamente l’evangelista si unì nella predicazione a San Paolo, accompagnandolo ad Antiochia, nell’odierna Turchia, e a Salamina, antica polis cipriota. Verso il 52 d.C., però, Marco abbandonò Paolo preferendo ripiegare proprio su Cipro, forse spaventato dalla crescente ostilità che incontrava nel suo peregrinare verso Oriente.

Nel 64 d.C., anno di una delle terribili persecuzioni dei cristiani scatenate da Nerone, Marco si ritrovò a Roma, dapprima con Pietro, e, alla sua morte, sopraggiunta tra il 66 e il 67 d.C., nuovamente assieme a Paolo.

Da allora, non vi sono più notizie certe sulla vita del Santo: la tradizione lo vorrebbe evangelizzatore del Nord-Est italiano, patriarca della chiesa di Aquileia, dunque apostolo in Egitto e fondatore della chiesa di Alessandria, della quale sarebbe stato primo il vescovo.

Anche le informazioni sulla morte non sono confermate. L’agiografo Jacopo da Varagine, domenicano genovese, nella sua “Legenda Aurea”, sostiene che Marco sia morto ad Alessandria d’Egitto e il suo corpo trascinato attorno la città.

Il culto del Santo evangelizzatore si diffuse capillarmente tra le Chiese cristiane. A riprova di ciò, il grande numero di patronati dedicati a San Marco, tra cui anche quello di Muzzolon, piccolo abitato sulle colline cornedesi dall’antica vocazione indipendentista.

Sebbene recenti studi affermino che gli antichi progenitori delle valli dell’Agno e del Chiampo dovrebbero essere i Celti (ne avevamo già parlato in un nostro precedente post ad hoc!), Muzzolon rimane legata alla leggenda di Muzolone e Carienta, due giovani goti che avrebbero dato origine alla signoria dei Trissino, ricca famiglia latifondista della Valle dell’Agno.

Le prime notizie certe riferite a Muzzolon risalgono al 1419, anno a cui fa riferimento il testamento di una persona desiderosa di essere seppellita nel “poliandro” della chiesa di San Marco Evangelista di Muzzolon amministrata dall’allora parroco Guarniero di Alemagna.

Tra il XV e il XVI secolo, si susseguirono tutta una serie di controversie tra le parrocchie di Cornedo e Muzzolon a causa dell’indipendenza giurisdizionale pretesa da quest’ultima. L’arciprete di Cornedo, infatti, non accettava che alcune contrade ricadenti nell’area di competenza della parrocchia cornedese richiedessero di usufruire della Chiesa di San Marco. A mettere fine alla diatriba, intervenne il Vescovo di Vicenza Nicolò de Rodolfi che, con una bolla emanata nel 1530, rese definitivamente indipendente la parrocchia di Muzzolon, a patto che il parroco dell’abitato assistesse nel giorno del Sabato Santo alla benedizione pasquale nella chiesa di Cornedo, offrendo in segno di rispetto un cero e una libbra di cera.

La questione dell’annessione di ulteriori contrade alla parrocchia di Muzzolon continuò a tenere banco anche nei secoli a venire, finché il 15 aprile del 1927 Mons. Ferdinando Rodolfi, Vescovo di Vicenza, risolse definitivamente i malcontenti secolari annettendo alla “chiesa campestre” di Muzzolon altre cinque contrade.

Ma i primi anni del Novecento si distinguono anche come periodo di febbrile operosità: nel 1931 iniziarono i lavori di costruzione dell’odierna Chiesa Parrocchiale, fortemente voluta dal parroco Don Emilio Campi. L’erezione dell’edificio venne compiuta in soli tre anni, anche grazie allo slancio generoso ed energico di tutti i parrocchiani. Così, il 25 novembre 1934, per delega del Vescovo, Don Emilio benedì solennemente la nuova Chiesa Parrocchiale di San Marco, festeggiando il lavoro ultimato con l’accensione serale di grandi falò.

La chiesa, a tre navate in stile bizantino moderno, ospita i settecenteschi altari barocchi di S. Marco Evangelista e della Madonna del Rosario, recuperati dalla vecchia chiesa, oltre ad un bassorilievo in pietra dipinta proveniente dall’antica chiesetta di San Rocco, ora demolita, effigie della peste manzoniana del 1630.

Se volete perdervi nella storia di questo piccolo borgo ammirando il fantastico panorama che si gode dalla collina di Muzzolon, non perdetevi la Sagra di San Marco, evento ricco di appuntamenti per tutti i gusti!

di Giulia Sbrizza

 

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