Benvenuti a: “Siamo tutti professori di…giochi d’ombra!”

Forse non tutti sanno che nei prossimi giorni avrà luogo uno degli eventi astronomici più affascinanti e rari del secolo. Siete curiosi di saperne di più su questo evento imperdibile?

Un’eclissi lunare, in modo molto simile ad un’eclissi solare, si verifica quando la Luna si posiziona esattamente dietro alla Terra rispetto al Sole, in modo da trovarsi nel cono d’ombra generato dalla Terra stessa. Tale particolare allineamento dei tre corpi celesti prende il nome di “sizigia”, dal greco sýzygos, ossia “accoppiato”, “in congiunzione”.

Durante un’eclissi di Luna, il nostro satellite non appare, però, completamente oscurato, bensì va ad assumere un colore rosso acceso, che gli conferisce un’aura tetra, di mistero, che gli ha valso anche il soprannome di “Luna insanguinata”.

La causa di questo strano effetto è da ricercare, in primo luogo, nel particolare gioco di rifrazione e riflessione della Luce solare: il fascio luminoso è deviato dall’atmosfera terrestre fino a raggiungere la Luna eclissata, che lo riflette, a sua volta, verso la Terra, così da renderla visibile a noi. La colorazione rossa, invece, è dovuta al cosiddetto fenomeno dello “Scattering di Rayleigh”, responsabile anche della colorazione giallastra del cielo all’alba e al tramonto.

Le eclissi di Luna, però, non sono tutte uguali: esse differiscono le une dalle altre a seconda che la Luna si trovi nella zona di penombra o nella zona d’ombra della Terra. Nel primo caso, infatti, il satellite non è completamente ombreggiato e assume una colorazione grigiastra, nel secondo caso, invece, la luna si tinge, come già detto, di rosso.

Ma, a rendere ancora più variegata la colorazione della Luna eclissata è la zona di Terra che riflette i raggi solari verso la Luna, ad esempio la presenza di oceani o foreste può conferire tonalità azzurro-verdi!

L’osservazione di un’eclissi lunare, a differenza di un’eclissi di sole, è facilitata dalla completa visibilità del fenomeno da qualunque parte della Terra che sia affacciata verso il satellite e dalla lunga durata del fenomeno stesso, che può protrarsi anche per 100 minuti, al contrario di un’ eclissi solare che è visibile solamente per pochi minuti.

Un’altra differenza tra le eclissi lunari e solari risiede nella loro frequenza: in un anno, infatti, possono verificarsi al massimo 3 eclissi lunari, mentre le eclissi solari possono arrivare fino a 5, come successo nel 1982.

L’eclissi lunare, ovviamente, ha suscitato la curiosità dell’essere umano sin dall’antichità.

Gli Inca, ad esempio, credevano che le eclissi lunari si verificassero quando un giaguaro stava per mangiare la Luna stessa, riconoscendo nel tipico colore rossastro la fine imminente del nostro amato satellite. Dopo aver finito di divorare la Luna, il giaguaro si sarebbe diretto verso la Terra per divorarne tutti gli animali. Per questo motivo gli Inca si armavano di lance da puntare alla Luna e gridavano per non far avvicinare il giaguaro.

I Cinesi, invece, vedevano nell’eclissi lunare un presagio di sventura e carestia, mentre gli antichi Greci, più pragmatici, ebbero modo di dimostrare la rotondità della Terra osservando l’ombra proiettata dalla Luna eclissata.

Le eclissi lunari totali, nelle quali la luna si trova interamente contenuta nel cono d’ombra della Terra sono molto rare, basti pensare che da oggi al 2021 se ne verificheranno solo 2…e la prossima si verificherà proprio tra qualche giorno: il 27 luglio!

Questa eclissi lunare, sarà la più lunga del 21esimo secolo, con una durata di ben 103 minuti! La rarità dell’evento è accresciuta anche dal fatto che il disco lunare, nel suo passaggio dietro alla Terra, attraverserà l’asse del cono d’ombra della Terra stessa, da cui la denominazione di “eclissi lunare centrale”.

Alle 21:30 circa, quindi, tutti con il naso all’insù ad osservare il nostro bel satellite, a contemplare il suo cambio di colore fino alla virata rossastra. Questo spettacolo celeste potrà avvicinare la nostra esistenza a quella degli antichi, anche loro ammaliati da questo evento sublime.

Se volete rendere ancora più coinvolgente l’osservazione potete recarvi al Rifugio Campogrosso, dove saranno messi a disposizione dei visitatori binocoli e telescopi per l’osservazione, accompagnati dalle spiegazioni e indicazioni del personale dell’Associazione MarSEC, che gestisce l’osservatorio astronomico di Marana di Crespadoro.

di Riccardo Caliaro

 

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